L’importanza dell’Operatore socio sanitario nei lavori di cura delle persone

L’importanza dell’Operatore socio sanitario nei lavori di cura delle persone

Non aveva più il tempo necessario per prendersi cura della madre. Il lavoro, la famiglia, gli impegni di tutti i giorni. Antonio incontrava sempre più difficoltà nel conciliare le cure e le attenzioni di cui necessitava l’anziana madre con i frenetici ritmi della sua vita. Per questo, d’accordo con la moglie decise che era arrivato il momento di rivolgersi ad un operatore socio-sanitario. Ad una persona esperta e qualificata in grado di poter assistere la mamma in modo serio ed efficace, garantendone autonomia e benessere.

La scelta ricadde su Ginevra, un’operatrice socio-sanitaria di lunga esperienza che aveva conseguito il titolo frequentando il corso di formazione della durata di mille ore.
Durante il corso di formazione Ginevra aveva acquisito competenze teoriche e pratiche, frutto anche del tirocinio finale che aveva effettuato nella struttura ospedaliera della sua città.
Antonio e sua madre avevano trovato la risposta che cercavano. Perché quella dell’operatore socio-sanitario è una figura professionale in continua crescita, in continua espansione.

Il sistema del welfare italiano, infatti, non può fare più a meno di queste importanti profili socio-sanitari, in quanto la popolazione anziana è in aumento, così come cresce il numero delle persone non autosufficienti. Di conseguenza, sia in strutture ospedaliere ed extraospedaliere, come comunità di recupero o case di riposo, sia negli ambiti familiari, l’OSS diventa un punto di riferimento prezioso. Del resto, le mansioni degli OSS sono orientate a dare assistenza alle persone per permettere loro di raggiungere la piena autonomia e migliorare il proprio benessere.

Come si diventa Operatore Socio Sanitario?

Merito anche delle varie materie di studio e di preparazione affrontate durante il corso di formazione. Legislazione sanitaria e organizzazione dei servizi, etica e deontologia, diritto del lavoro, psicologia e sociologia, aspetti psico-relazionali ed interventi assistenziali, disposizioni generali in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, elementi di igiene, assistenza sociale. Senza contare le tesine operatore socio sanitario da preparare per l’esame finale.
Ed è proprio questa preparazione che consente all’OSS di poter lavorare con quanti vivono in una condizione di disagio sociale, di fragilità o di malattia: anziani con problemi sanitari, famiglie, bambini e ragazzi problematici, persone con disabilità, adulti in difficoltà o con problemi psichiatrici, degenti in ospedale o nelle case di cura private, residenze sanitarie, case di riposo, centri diurni o nel domicilio del paziente.
Come Ginevra, che attraverso il suo lavoro di cura ha portato beneficio e benessere alla madre di Antonio, che sa di poter contare su una figura altamente qualificata, codificata nel 2001 grazie all’accordo Stato-Regioni.

Secondo una recente stima oggi in Italia gli OSS potrebbero essere circa 330.000, se nel conto finale vengono calcolate anche figure “riconvertite” nell’ultimo decennio.
La figura dell’Operatore socio-sanitario, così come delineata dal nuovo regolamento, ha sostituito le precedenti indicate con gli acronimi OTA (per l’area sanitaria) e OSA (per l’area sociale).

Per poter partecipare ad uno dei corsi di formazione attivati dalla regioni in ragione del reale fabbisogno professionale, occorre essere in possesso del diploma di scuola dell’obbligo ed avere compiuto il diciassettesimo anno di età alla data di iscrizione al corso.

29 gennaio 2018 / by / in

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